Trekking al Colca Canyon in Perù

Avevo promesso che dopo il tour in mountain bike alla Carretera de la Muerte a La Paz, avrei smesso con attività estreme, anche per un motivo molto pratico: l’assicurazione di viaggio mi è scaduta, credevo di tornare a casa in questo mese quando l’ho acquistata, e per la legge del contrappasso le cose succedono quando non dovrebbero. Eppure arrivata ad Arequipa non appena mi è stato proposto il tour di 2 giorni al Colca Canyon senza pensarci su troppo ho deciso di unirmi al gruppo.

Un’amica mi aveva avvertita di quanto duro potesse essere questo trekking, ma ho sottovalutato le sue parole e senza troppe domande ho pagato per quella che sarebbe stata una delle esperienze che a livello fisico ho patito maggiormente e che mi ha regalato vesciche alle piante dei piedi comparse durante il tour a Machu Picchu.

Questo è infatti stato il trekking più duro che abbia mai fatto sino ad ora, lo consiglio solo se si è preparati fisicamente e soprattutto se questo tipo di attività piace altrimenti potrebbe essere un incubo, soprattutto il secondo giorno.

Il trekking consiste in 7 ore di camminata il primo giorno, prevalentemente in discesa, e 3 ore in salita la seconda mattina.
Il Colca Canyon è uno dei canyon più profondi del mondo e il sol fatto che questo luogo abbia guadagnato questo record, avrebbe dovuto farmi pensare che avrebbe richiesto uno sforzo fisico non indifferente. Il canyon si trova a 160 chilometri da Arequipa, esattamente nella Valle del Colca in cui gli abitanti dei villaggi si dedicano prevalentemente all’agricoltura sfruttando le terrazze inca. Promosso come il canyon più profondo del mondo pare che i suoi 1000 metri di altezza battano quelli  Gran Canyon in America.
Nonostante avessi tutte queste informazioni ho preso l’attività sotto gamba e ho deciso di partecipare all’operazione Colca Canyon concludendola con un giuramento di fronte alla grande montagna che mi ha fatto patire le pene dell’inferno: Non lo farò mai più!
Ma pare che queste siano le regole del gioco quando si fa trekking di alta quota, che ha poco a che vedere con una passeggiata tra le montagne. Lo sforzo immane e la gioia di arrivare alla vetta dovrebbero in teoria ripagare per lo sforzo fatto. Troppo spiritualismo e gioie astratte per una poltrona come me!

Tour al Colca Canyon

La sveglia è alle 3 del mattino. In 3 ore di guida raggiungiamo Chivay, 3650 metri sul livello del mare, dove facciamo colazione e successivamente proseguiamo per il mirador. Dopo una vana attesa di circa 30 minuti per vedere i famosi condor andini che non si sono mostrati, abbiamo cominciato il lungo cammino dalla vetta del canyon sino alla valle.
Il cammino sebbene prevalentemente in discesa è di per sé duro, roccioso, polveroso e stretto, si cammina sull’orlo del sentiero sospesi a centinaia di metri dalla valle del canyon, gli asini, che vanno veloci, hanno la precedenza.

asino perù
Precedenza agli asini

Le 7 ore di cammino includono, 3 ore e mezza di cammino in discesa a zig zag per la montagna, qualche salita di cui una piuttosto faticosa, l’attraversamento di 3 villaggi, un sentiero di circa 20 minuti piano e un’ultima ripida discesa per raggiungere l’oasi dove si pernotta.
L’oasi, un vero e proprio piccolo angolo verde caratterizzato da prati curati ornati da colorati fiori sgargianti, ostelli con piscine con acqua proveniente dalla montagna, e relativamente calda, sistemazioni basiche ma confortevoli.
Non c’è elettricità, al calare del sole non si vede ad un solo palmo di mano e le uniche luci sono quelle delle stelle e delle candele.
In un luogo del genere le 20,00 sembrano mezzanotte, e via della stanchezza per la camminata e per l’alzata mattutina dopo le 21 solo in pochi sono ancora in piedi, la maggior parte di noi, me inclusa, è già sotto le coperte in stato comatoso prima delle 20,30.

oasi colca canyon
Una nuotata nella piscina della struttura che ci ospita all’oasi del Colca Canyon

La sveglia per il giorno dopo e’ alle 4,45. La partenza per l’ultimo titanico sforzo è alle 5. Si parte a stomaco vuoto, la colazione la si fa quando si arriva e se si arriva in tempo, il minibus non aspetta.
8 ore di sonno ininterrotte ed è ancora buio quando i gruppi partono per l’ultima e fisicamente intensa scalata. Una luce da indossare in testa è provvidenziale se non si vuole inciampare in uno dei tanti massi sparsi qui e lì per il cammino. Una fila lunga di torce si incammina non si sente una sola voce, siamo tutti concentrati a mettere un piede davanti l’altro e parlare è uno sforzo inappropriato in quel momento.

La meta si raggiunge tra le 2 ore e mezza e le 3 ore e mezza, dipende da ognuno e dal proprio passo, di fatto in un cammino de genere credo che sia fondamentale non seguire il ritmo degli altri e trovare il proprio, altrimenti si rischia di arrivare a metà strada e non avere energie sufficienti.

Nonostante il mio iniziale disappunto sull’inizio cammino al buio e tanto presto, ammetto che mi sono ricreduta strada facendo sull’utilità di questa scelta.
Il fatto che si parta al buio è un aiuto per il corpo e per lo spirito, o almeno per me lo è stato.
Per il corpo perché al buio non fa caldo e comunque dopo 100 metri ci siamo tutti levati le maglie e siamo rimasti in canottiera. Per lo spirito perché al buio non si sai a cosa si sta per andare incontro. Non vedevo a 1 metro da me, figuriamoci se potevo vedere la vetta!
Mi sono scoraggiata solo quando il sole stava per sorgere e ha illuminato il percorso che mancava.
Guardando in alto e quasi con timore ho chiesto quanto mancasse per arrivare e la fredda risposta è stata: 1 ora, che ho tradotto in Una lunga, faticosa ed interminabile ora. Le tenebre hanno reso meno dolorosa la salita almeno per le prime 2 ore di camminata.

colca canyon
Prima meta raggiunta ma ignare di quello che succederà dopo

E’ stato un cammino lungo e faticoso soprattutto per chi come me non ha mai fatto trekking a questi livelli.
Eppure un pensiero mi ha aiutata e accompagnata tutto il tempo: i boliviani.

Sono abituati all’altitudine, ai pesi in spalla, alle salite. Ho così ricordato quel loro buffo, pensavo almeno la prima volta che li ho visti, modo di camminare. Le donne che sempre hanno qualcosa in spalla, e noi avevamo i nostri zaini, camminano lentamente e piegate in avanti, guardano a terra e procedono a piccoli a passi. Così si può camminare per molto tempo senza fermarsi mai.

Ho quindi tentato questo stile per terminare quanto prima la scalata. Non uno stop, seguo il ritmo della musica, le cui percussioni mi davano il ritmo. A un certo punto l’ipod si scarica e fatta fuori la musica siamo rimasti io e il mio respiro.
Sono arrivata alla cima in meno di 3 ore, senza essere particolarmente affaticata, le gambe erano stanche ma il respiro sempre costante e per la prima volta non ho creduto che il cuore stesse per scoppiare.

Dopo un’abbondante colazione, sporchi e stanchi ci dirigiamo alle terme. Acqua a 35 gradi e una leggera pioggia. Il miglior modo per concludere la lunga giornata cominciata ore prima quando ero ignara del percorso che mi attendeva.

terme colca canyon
Bagni termali

Tre ore di camminata in salita ininterrotta tra rocce e scalini e finalmente la meta e le montagne che sovrastano sul canyon più profondo della terra, una caramella per riprendermi dallo sforzo, vedere uno dopo l’altro arrivare sudato e provato alla meta, la soddisfazione di avercela fatta nonostante lo sforzo fisico immane e la certezza che niente è davvero impossibile. Ma anche che a me il trekking non piace. 

Agenzia di Arequipa per il tour al Colca Canyon

Il tour l’ho comprato all’agenzia Colca Avventuras dell’ostello Amazing home Arequipa. Alejandro il proprietario ha organizzato il tour alla perfezione. I gruppi non superano le 6 persone.

Il costo del tour è stato 220 soles (al cambio attuale circa $80) ed include: trasporto, colazione (primo e secondo giorno), pranzo primo giorno, cena, alloggio all’oasis e biglietto di ingresso sl canyon che di per sé costa 70 soles.
Non sono include bibite, e’ importante partire con almeno 2 litri di acqua, nel canyon hanno prezzi proibitivi, ingresso alle piscine termali prima di tornare a Arequipa (15 soles) e pranzo finale (buffet 25 soles o meno se si sceglie un piatto nel menù) , mancia a piacere per la guida.

Per prenotare o informazioni potete scrivere ad Alejandro alla mail: [email protected] o se pernottate all’Amazing Home Arequipa Hostel potete prenotare direttamente lì anche con un solo giorno di anticipo.

Facilitazioni

Se il primo giorno e’ fattibile per tutti, magari non bambini visto che si tratta di 7 ore di camminata comunque non semplicissima nonostante si vada per la maggior parte del tempo in discesa, il ritorno non è decisamente per tutti.
Bisogna essere pronti fisicamente. Se quindi a fine prima giornata si crede di non farcela a orario di cena viene proposta l’opzione di salita in mulo, costo 60 soles.
Del mio gruppo due ragazze l’hanno fatto e mi hanno riferito che e’ stato divertente. Una volta che si comincia a salire non si torna indietro quindi ponderare se lo si vuole fare o meno e nessuna vergogna, c’è molta gente che opta per questa opzione.

Cosa portare

Ci sono alcune cose necessarie da portare ed altre da evitare. Il cammino è lungo e pesante è importante quindi avere un buono zaino da trekking, un cambio (anche solo una maglietta per il giorno dopo), buoni calzini, una luce da indossare per la sera e per le prime ore di camminata, acqua a volontà. L’acqua è pesante lo so, ma laggiu i costi si triplicano, giustamente visto che non ci sono macchine che possono trasportare le pesanti bottiglie, quindi consiglio di partire con almeno 2 litri di acqua, snacks per il tragitto e per i momenti di cali di zuccheri. Rimanere leggerissimi o le tre ore di risalita saranno ancora più pesanti di quanto già non lo siano. No a jeans, computer e aggeggi vari che tanto non userete. Si a un cambio pulito, telo da bagno e viveri.

Trekking al Colca Canyon si o no?

So che dalle mie parole può sembrare un’impresa abominevole, in realtà lo è, ma con il senno di poi è stata una bella esperienza che non ripeterei ma che sono felice di avere fatto. Non solo ho conosciuto tantissima gente ma ci siamo anche divertiti, nei momenti di non panico ovviamente.
Trekking si o no? Si se si ha ben chiaro quello a cui si sta andando incontro e piacciono queste attività. No se non si è pronti almeno minimamente fisicamente o se non piace la montagna o questo tipo di esercizio.

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Giulia Raciti

Esperta di Africa e Latino America viaggio ininterrottamente dal 2011 e lavoro esclusivamente online. Ho fatto un giro del mondo in solitaria durato 3 anni. Mi occupo di realizzazione viaggi personalizzati e su misura in Africa e Sud America ma anche di SEO e SEO Copywriting

This Post Has 5 Comments

  1. Elena

    mi hai rubato grasse e grosse risate con questo post 😉

  2. Erick

    E’ possibile partire da Chivay? cosi svegliandosi più tardi? si potrebbe fare il trekking in 3 giorni anziché 3?
    grazie

    1. Giulia Raciti

      Credo che gli orari siano comunque gli stessi, adesso non so se si può partire da Chivay o meno ma i tempi dovrebbero essere uguali, ti conviene chiedere. Ma la cosa più complicata è comunque la risalita.
      Sono tours di gruppo quindi piacevoli da fare tutti insieme, ma la sveglia delle 5 del mattino è per salire il canyon. E qui c’è poco da fare e comunque al buio è meglio, non sai cosa ti aspetta.

      Lo consiglio solo a chi ama davvero il trekking se no non lo consiglio. Io non lo rifarei.

  3. cloudio

    ma le stelle? non ho mai visto un cielo cosi stellato come dal colca canyon!
    ed è vero che è duro, io patii il secondo giorno e credo che rifacendolo prenderi il mulo, perchè altri mi hanno detto è facile e divertente

    1. Viaggiare Low Cost

      Verissimo anche se il cielo più stellato l’ho visto nel deserto del Sahara..di fatto per me che sono una poltronana di prima categoria questo treking è stato troppo duro!

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