Bangkok la città che non dorme mai

Modificato il Luglio 31, 2014
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Palazzo reale di Bangkok Bangkok è definita la città che non dorme mai.
Solo standoci qualche giorno si può comprendere quanto questo sia vero.

Che sia mattina presto o notte c’è sempre qualcuno per strada, un venditore di noodles oppure quello che arrostisce un po’ di carne, chi va a lavoro o chi sta tornando. Non si è mai da soli e quel senso di sveglia perpetua aleggia per l’aria.

E gli odori poi, poco importa che siano le 4 del mattino o le 9 di sera, qui non si sente odore di pane appena sfornato o di dolci ma di carne, cipolla e zuppe, perchè qui per colazione invece del pane con la marmellata si mangiano zuppe di riso o di noodles.

Bangkok a primo impatto più essere una città difficile da digerire, al punto da credere che sia “troppa”, ma darle del tempo è la scelta migliore per poterla scoprire ed apprezzare, una città di binomi che tuttavia

Bangkok è una città dei contasti, come forse ce ne sono molte nel mondo, ma tra quelle che ho visto qui l’ho sentito più forte.
Baracche e sporcizia accanto a un golf club pulito, verde e dove probabilmente per entrare bisogna sborsare qualche migliaio di baht.
Uomini che pedalano biciclette trasportando persone, delle sorte di tuktuk umani, sorpassati da Mercedes.
I tuk tuk rumorosi e caratteristici che sfrecciano per le strade trafficate della città sotto i binari del moderno e futuristico Skytrain.

Kahosan Road
L’altro lato di Bangkok, Khaosan Roa
Bangkok nuova
Vista dell’aerea commerciale di Bangkok

Bangkok è grande, è caotica, è sporca, l’aria è pesante e inquinata, il traffico batte quello di Roma che sino ad ora aveva il primato ma è anche affascinante, piena di vita e soprattutto ha carattere.
Si può camminare per larghe strade all’ombra dei grattacieli come si può invece passeggiare e perdersi nella chiassosa e labirintica Chinatown.

Le cose da fare a Bangkok sono numerose e utilizzando i mezzi pubblici che la città offre la si può firare in lungo e largo scoprendo le numerose facce di questa città cosmopolita.
E poi è una città cosmopolita. Qui non è più facile riconoscere chi ci vive o chi ci è di passaggio, e nonostante il movimento continuo e il caos 24 ore su 24 la gente trova sempre  il tempo di fermarsi di fronte a una domanda fatta, di rispondere e a volte ti accompagnano direttamente dove vuoi arrivare pur senza averglielo chiesto. Sono felici di darti una mano e io sono sempre felice di farmela dare.
Ma la gentilezza dei thailandesi è cosa nota, così come i loro grandi e instancabili sorrisi. Qui è infatti un piacere camminare per strade e sorridere alla gente senza essere presa per matta. In Thailandia e anche a Bangkok, che essendo una grande città mi ha stupito da questo punto punto di vista, è la norma e a me piace, credo di tutti gli aspetti e le sfaccettature della Thailandia questa sia quella che più mi ha affascinata, il ritorno a un sano e gratuito sorriso. Perché sorridere fa bene.

Bangkok per me è simbolo del Passato, del Presente e del Futuro, i tre tempi  sono coniugati in una città di quasi 8 milioni di abitanti che si muovono ininterrottamente, affollano le strade mangiando nelle bancarelle che occupano i marciapiedi con tavoli e sedie e lì a tavola non i vede più chi la differenza tra chi lavora in banca e chi nei campi. Di fronte a una zuppa di noodles e con due bastoncini siamo tutti uguali.
Se quindi la prima impressione quando arrivate a Bangkok è di confusione e voglia di fuga, datele una seconda opportunità perché a quel punto il ritorno sarà piacevole, si conoscerà un po’ meglio la città e si saranno selezionati i propri posti preferiti così che un addio potrebbe essere più duro di quanto ci si poteva immaginare il primo giorno che si è arrivati.

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Simone

    Avevo letto il tuo articolo su Phuket ed ho preferito non lasciare commenti perche’ mi era sembrato di leggere un discorso maggiormente indirizzato verso Patong che Phuket. Io vivo a Bangkok da un anno e mi fa piacere leggere quello che hai scritto qui perche’ non sei cascata nello sbaglio che molti fanno: stare in una citta’ da 10 milioni di abitanti per 3 giorni e sparare sentenze. Hai scritto cose abbastanza generali ed anche veritiere senza entrare nello specifico perche’ sarebbe impossibile se non si vive almeno svariati mesi. Ti faccio quindi i complimenti per questo post.

    1. Viaggiare Low Cost

      Ciao Simone,
      avevo completamente dimenticato di rispondere a questo tuo commento.
      Ma infatti hai letto bene nel post su Patong. Mi sono state messe in bocca parole non mie, tutto qui.
      Bangkok a me è piaciuta molto, ho anche pensato che se avessi avuto l’opportunità di lavorare li non avrei avuto problemi a trasferirmici. Ok, forse l’unico dubbio per il periodo dei monsoni che mi hanno fatto percepire l’aria della città irrespirabile ma a parte questo è una città estremamente interessante.
      Grazie per il tuo commento
      Ciao
      Giulia

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