Si ha voglia di partire ma non si sa dove andare. A volte è difficile scegliere la destinazione di viaggio soprattutto se davanti a noi una mappa del mondo ci mostra le innumerevoli possibilità ma che come tutto ciò che offre tanto a volte ci confonde.
Se le nostre esperienze di viaggio si limitano ad alcuni Paesi o Continenti, e si disconoscono le altre opzioni l’unica cosa che sembra avere un senso è chiedere ad amici e conoscenti su esperienze di viaggio precedenti e farsi consigliare.
Il classico passaparola in genere non sbaglia mai. Ma cosa davvero potrebbe logicamente portarci a scegliere una destinazione piuttosto che un’altra? Cosa ci fa scegliere la Thailandia piuttosto che il Messico? Cosa ci fa optare per i Fiordi Norvegesi piuttosto che la Nuova Zelanda?
Scegliere la destinazione di viaggio – Un processo logico per definire il dove
Cosa voglio dal mio viaggio
Io ho una propensione per le località di mare e rare, forse mai in verità, volte penso a un viaggio in destinazioni fredde o sulla neve. Sapere se si vuole andare al mare e al caldo piuttosto che al freddo e sulla neve è un buon punto di partenza per scartare eventuali destinazioni.
Periodo di viaggio e stagione nel Paese che si vuole visitare
Se le nostre vacanze si possono svolgere a settembre e il nostro sogno è quello di andare in India bisognerebbe informarsi sulle condizioni climatiche del Paese. Settembre è infatti periodo di monsoni che significa caldissimo e piogge torrenziali. Decisamente non il miglior periodo per trovarsi nelle strade di Nuova Dheli.
Ovviamente questi periodi corrispondono alla bassa stagione che tradotto in soldoni significa: pagare tutto di meno. Ma sebbene in alcune destinazioni valga la pena tentare per altre dove si sa già che il tempo non sarà favorevole forse varrebbe la pena trovare una valida alternativa. Il rischio è di trovarsi come me in Vietnam con uno zaino di viaggio con cose estive e non andare a Sapa dove le temperature da 40 gradi calavano drasticamente a 0!
Budget di viaggio
I soldi sono una condizione dalla quale non si può prescindere. Andare in viaggio in Australia con un budget di €800 per 3 settimane è dura, anche facendo couchsurfing. Con la stessa cifra si potrebbe vivere 2 mesi in alcuni Paesi asiatici. Quindi prima di scegliere mete troppo ambiziose per il nostro portafogli bisogna essere onesti con sé stessi e con le proprie finanze e scegliere di conseguenza destinazioni che permattano di viaggiare e vivere dignitosamente anche con piccoli budget. Se contrariamente il budget a disposizione è abbastanza alto ovviamente il ventaglio di scelta si amplia, in alcuni casi anche di molto.
Attività, natura, scuba diving, scalate o relax
C’è chi in viaggio va solo per rilassarsi chi invece cerca di potere continuare a vivere le proprie passioni come per esempio le attività sportive. Chi viaggia solo per sciare, chi per surfare, chi per scalare montagne. Alternano quindi giorni di visite culturali ad attività sportive.
Se quindi tu surfi e sei alla ricerca dei giusti spots per surfare e vuoi andare in Sud America le opzioni si riducono a: Perù, Galapagos e qualche luogo dell’Ecuador e il Brasile, sicuramente non l’Argentina. Se vuoi andare in Centro America penserai a Panama, la Costa Rica, El Salvador o il Messico e non il Guatemala, in Asia probabilmente voli direttamente in Indonesia oppure con un budget più sostanzioso vai direttamente sulla Gold Coast australiana.
Fuso orario e lunghezza del viaggio
Tra l’Italia e il Sud America ci sono tra le 6 e le 7 ore di differenza, in Sud America siamo più giovani, tra l’Italia e la Nuova Zelanda 8 ore. Il jetlag c’è chi lo soffre e chi no, io personalmente a volte ho accusato colpi non indifferenti. In Latino America mi addormentavo alle 20 per svegliarmi alle 4 del mattino e di contro i primi giorni in Asia mi addormentavo alle 4 del mattino per svegliarmi alle 12 e avere perduto una mattinata intera.
Se quindi i giorni a disposizione sono solo 10 il cambio di orario con eventuali sballi psicofisici sono da considerare altrimenti si rischia di passare l’intera durata del viaggio cercando un equilibrio e tornare a pochi giorni dall’averlo trovato.
Barriere linguistiche
Non mi sono mai posta il problema in verità perché do per scontato, sbagliando, che tutti più po meno parlano inglese e se per quanto riguarda i miei viaggi questo è in parte vero cosa se neanche noi parliamo l’inglese?
Siamo davvero pronti a fare uno sforzo immondo per 10 giorni tentando di comunicare e senza capire? Parlare una lingua o tentare di parlare una lingua necessita un po’ di tempo come fase di assestamento e i mal di testa possono essere frequenti e stancare.
Su questo argomento ho scritto il post: è necessario parlare le lingue quando si viaggia.
Capacità di adattamento
Ci sono alcuni Paesi più facili da viaggiare rispetto ad altri. Viaggiare in autobus in Thailandia non è come viaggiare in autobus in Bolivia per esempio.
Le guesthouse di Bali che non paghi più di $10 non hanno niente a che vedere con gli ostelli economici di Sydney dove di dollari ne paghi 30 e condividi camerate con altre 20 persone.
Io mi adatto facilmente a tutto ma so, per esempio, che mia sorella avrebbe difficoltà a viaggiare con me adeguandosi al mio stile di viaggio molto essenziale e senza troppe pretese. Senza recriminare nulla a nessuno semplicemente c’è chi preferisce “viaggiare facile” e chi invece trova queste sfide uno stimolo a vivere un’avventura. Se non sei pronto al casino e la povertà di Delhi, come non lo ero io, l’esperienza potrebbe essere più un trauma che un piacere.
Passaporto, documenti, visti e vaccini
Per viaggiare nella maggior parte dei Paesi extraeuropei non solo serve il passaporto ma è anche necessario avere almeno 6 pagine libere per lo stampo dei visti e non deve scadere dal giorno dell’arrivo per i 6 mesi successivi.
Altri Paesi richiedono assicurazione obbligatoria, altri vaccini, come per esempio l’Amazzonia richiede il vaccino contro la febbre gialla, altri ancora un visto prima dell’arrivo visto che non sono permessi visti on arrival. Se siamo delle persone last minute è importante accertarsi di avere i documenti richiesti in regola il rischio altrimenti è o di non partire ed essere bloccati all’aeroporto di partenza o ancora peggio arrivare a destinazione e non essere accettati. Un viaggio a vuoto praticamente.
In compagnia di chi si viaggia
Ci sono destinazioni che sembrano fatte appositamente per le coppie, altre per gruppi di amici. Il viaggiatore solitario in genere potrebbe scegliere entrambe, destinazioni romantiche per godersi la solitudine o quelle tutta festa e birra per conoscere altri viaggiatori e divertirsi.
Durante i miei viaggi in Europa ho sempre scelto in base alla compagnia che avevo, se per esempio viaggiavo con i miei due migliori amici sapevo che un po’ di sana festa non ci avrebbe potuto che fare piacere e così le mete preferite erano: Berlino, Barcellona, Ibiza, Londra, Madrid, Amsterdam. Quando ho viaggiato con mia madre sono stata in Polonia. Insomma è giusto anche pensare alla compagnia che si ha così da godere appieno di quello che una destinazione offre.
Lasciarsi ispirare – Chiedere ad altri viaggiatori, leggere su forums e blogs
Io in più occasioni mi sono fatta ispirare da foto e racconti di amici, ma anche leggere sui vari forum o siti e blog di viaggi sono stati fonti di ispirazione per destinazioni a me sconosciute. Per esempio le Galapagos non sapevo neanche fossero in Ecuador e prima di arrivare qui non era neanche mia intenzione andare visto i costi che mi erano stati raccontati che erano proibitivi per il mio budget, leggi il post che ho scritto per maggiori informazioni su un viaggio alle Galapagos economico, ma presa dai racconti di chi ci era stato e dopo una carrellata di foto il giorno dopo avevo il biglietto aereo in mano.
A questo punto le nostre idee dovrebbero essere più chiare e sicuramente una serie di Paesi sono stati esclusi mentre altri sono diventati “papabili” anche se in principio non lo erano.
E voi come scegliete le vostre destinazioni di viaggio?
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Ciao Giulia,
.
prima di tutto ti devo chiedere scusa, ho risposto ai precedenti post senza conoscere l’esperienza che stai vivendo;forse posso essere sembrato un pò arrogante, non era mia intenzione. Posso considerarti una guru dei viaggi e questo mi fa piacere perchè ho qualcuno dai cui imparare. Comunque dato che mi fa molto piacere consultare il tuo blog, continuerò ad commentare
Detto fatto!Hai subito scritto il tuo post che avevi annunciato. Diciamo che sei stata molto esaustiva su tutti i parametri di scelta.Per la verità, volendo girare in tutto il mondo, le mie uniche variabili decisionali sono il tempo e il denaro. Quando organizzo un viaggio e mentre lo faccio analizzo questi due punti attentamente. Diciamo che la prima variabile è il budget, sempre ridotto, a volte per scelta e a volte per necessità. La seconda è il tempo o durata del tour. Trovo che ci sia una forte relazione fra tempo e soldi evidente nel corso del viaggio, almeno ho osservato nelle mie esperienze.Non ti vorrei annoiare illustrandoti le mie osservazioni, che magari non sono neanche troppo corrette. L’unica domanda che ti vorrei fare è : come progetti un tuo viaggio in modo tale da essere sicura che vada a buon fine con la spesa minore possibile? Diciamo come ottimizzi il tuo budget? Ti sembrerà stramba come domanda, ma avedo trovato in te una persona che viaggia low cost con maggiore esperienza, volevo qualche dritta.
Grazie mille di tutto e ancora in bocca al lupo per il tuo mega-stupendo viaggio.
A risentirci presto
Alberto
Ciao Alberto!
e assolutamente no presunzione nella tua domanda, semplicemente non lo sapevi!
Grazie a te per avermi ispirata a scrivere il post
Ci tengo a dirti che io lavoro quindi ho delle entrate ogni mese, qui trovi la mia storia http://www.viaggiare-low-cost.it/lavorare-su-internet-viaggiando-storia-di-una-ex-impiegata/
Venendo alla tua domanda, come faccio ad essere sicura che il mio budget è sufficiente.
Dipende ovviamente dove vado. quando sono stata in Australia, Nuova Zelanda, New York dove il costo della vita è altissimo per dormire ho fatto molto couchsurfing, tagliavo così i costi dell’alloggio, per mangiare cucino e non vado ai ristoranti. Quando mi rendo conto che sto spendendo più di quanto dovrei semplicemente ridimensiono le mie spese e non pago MAI con carta di credito ma solo in contanti così ho effettiva coscienza di quanto sto spendendo e posso gestire i soldi probabilmente meglio.
I miei viaggi di progettato hanno molto poco, se mi rendo conto che un Paese è troppo caro per le mie finanze vado via. Per esempio una cosa è viaggiare in Asia e un’altra è viaggiare in Australia. Una cosa è viaggiare in Centro America un’altra nei Caraibi.
Quindi alla fine come dici tu il budget svolge un ruolo fondamentale. Se non avessi lavorato non sarei potuta stare 2 mesi e mezzo tra Australia e Nuova Zelanda dove spendevo 3 volte di più di quanto stavo spendendo qualche mese prima in Asia.
Di fatto i modi per ridimensionare le spese ci sono, se spulci nel blog trovi alcuni post su come spendere di meno in Australia per esempio.
Spero di essere stata abbastanza esaustiva…continua a seguirmi e commentare!
Ciao Alberto!
e assolutamente no presunzione nella tua domanda, semplicemente non lo sapevi!
Grazie a te per avermi ispirata a scrivere il post
Ci tengo a dirti che io lavoro quindi ho delle entrate ogni mese, qui trovi la mia storia http://www.viaggiare-low-cost.it/lavorare-su-internet-viaggiando-storia-di-una-ex-impiegata/
Venendo alla tua domanda, come faccio ad essere sicura che il mio budget è sufficiente.
Dipende ovviamente dove vado. quando sono stata in Australia, Nuova Zelanda, New York dove il costo della vita è altissimo per dormire ho fatto molto couchsurfing, tagliavo così i costi dell’alloggio, per mangiare cucino e non vado ai ristoranti. Quando mi rendo conto che sto spendendo più di quanto dovrei semplicemente ridimensiono le mie spese e non pago MAI con carta di credito ma solo in contanti così ho effettiva coscienza di quanto sto spendendo e posso gestire i soldi probabilmente meglio.
I miei viaggi di progettato hanno molto poco, se mi rendo conto che un Paese è troppo caro per le mie finanze vado via. Per esempio una cosa è viaggiare in Asia e un’altra è viaggiare in Australia. Una cosa è viaggiare in Centro America un’altra nei Caraibi.
Quindi alla fine come dici tu il budget svolge un ruolo fondamentale. Se non avessi lavorato non sarei potuta stare 2 mesi e mezzo tra Australia e Nuova Zelanda dove spendevo 3 volte di più di quanto stavo spendendo qualche mese prima in Asia.
Di fatto i modi per ridimensionare le spese ci sono, se spulci nel blog trovi alcuni post su come spendere di meno in Australia per esempio.
Spero di essere stata abbastanza esaustiva…continua a seguirmi e commentare!
Ciao Giulia,
mi sembra che hai spiegato tutto molto bene. Hai il vantaggio di poter lavorare mentre stai viaggiando, questo ti permette di prenderti il tempo che ti serve, maggiore libertà nella scelta delle tappe ed eventualmente del rientro. Quando però sei vincolato da un un numero di giorni ben definito, occorre vedere il maggior numero di cose spendendo il meno possibile. Almeno questo è il mio scopo, la mia euristica.Da qui poi scelgo i posti , i mezzi per raggiungerli e di conseguenza i relativi pernottamenti. Il resto è facimelnte controllabile. Per spiegarmi meglio, visto che sei stata in Bolivia, ti faccio un esempio : se arrivi ad Uyuni all’inzio del Salar e devi prendere una jeep per attraversarlo e fare anche un giro per i laghi colorati o l’affitti o aspetti un gruppo di persone per affittarla insieme. Sei il tempo è poco servono più soldini per viaggiare più velocemente, questo penso io. Sei hai tempo puoi per esempio aspettare il gruppo e aggregarti a loro risparmiando. Ti sei mai trovata nella situazione di dover giocare con questi vincoli?Secondo me è la chiave che spesso fa optare alcune persone per viaggi organizzati rispetto a quelli fai da te low cost. Ed anche uno dei vantaggi per esempio di Viaggi e Avventure.
Beh questa è la mia analisi, magari su questa scia hai qualche opinione da illustrarmi.
Grazie mille per la tua gentilezza nella risposta.
Alberto
Onestamente no nel senso che appoggiarsi ad un agenzia è lo stesso che fare tutto da solo con l’unica differenza che loro prendono una commissione.
Affittare una jeap e fare le lagune e il salar di uyuni onestamente mi sembra difficile da fare da soli senza guida fidata visto che non ci sono strade e non saprei dove andare quindi in quel caso ovviamente ho pagato un’agenzia che ha unito 5 persone e con $200 abbiamo fatto un 4 giorni tutto incluso da Tupiza a Uyuni.
Ho anche incontrato chi stava facendo il mio stesso viaggio e stesse modalità, ovvero viaggiare in bus e dormendo in ostelli, però organizzato da un’agenzia. Risultato? Io ho speso $1000 in totale e loro hanno speso $3500.
Il viaggio organizzato lo vedo per chi ha forse paura, queste sono le motivazioni che mi sono state date da chi aveva preso parte a questo viaggio di cui su, ed alcuni di loro una volta terminato l’itinerario con l’agenzia hanno proseguito da soli rendendosi conto che quei soldi potevano essere bellamente risparmiati.
Quindi sono per tours organizzati ovviamente ma non per il viaggio organizzato in tutto e per tutto, secondo me non ci guadagni in tempo ma spendi solo di più. Ma questa è la mia personale opinione.
Che ne pensi?
Ciao,
in quell’occasione avrei fatto meglio a pagare l’agenzia che da Tupiza mi avrebbe portato a Uyuni passando da Potosì, Sucre e Tarabuco. Ma appena passato il confine Argentino-Boliviano, la Quiaca per intenderci, sono rimasto incantato dal racconto di storie riguardanti il tinku. Mi hanno detto che potevo trovarlo nei pressi di Potosì (anche se sapevo fosse palesemente fuori stagione) e così sono uscito un attimo dal seminato per raggiungerlo. Risultato circa 30 km a piedi nella montagna boliviana, visto un villaggio, visto la danza ma non la lotta.
Ad Uyuni ho aspettato 2 giorni, il tempo di trovare un gruppo a cui aggregarmi, per partire per il salar e la riserva Fernando Averoa; da lì poi sono andato in Cile. Detto questo se avessi avuto i soldi o per lo meno una compagnia “precotta” sarei partito prima.Verò è che le notti passate lì non valevano come la maggiorazione di un agenzia di viaggi (non tour operator ingaggiato in zona), però a conti fatti il tempo passato lì non è stato un gran investimento. Infatti ho dovuto dedicare 2 giorni in meno al Cile, che tecnicamente ho attraversato in una sola botta da Calama a Santiago in 22 ore di bus. Questo non mi è piaciuto molto, non per il viaggio (i semicama sono comodi) ma per non aver visto ancora di più. Nonostante a distanza di anni ho capito che non è stata una tragedia, ho imparato la lezione e ad usare la relazione tempo/soldi, direi quasi matematica, per pianificare con più attenzione; capisco che questa idea è assolutamente opinabile,magari fredda, ma è il mio stile, la mia firma. In viaggio non bisognerebbe mai avere fretta, prendersi il tempo per godersi il momento il più possibile, anche solo per guardare e riguardare un panorama: è unico forse non lo rivedrai mai più. Poche foto, niente diari; anzi il prossimo viaggio mollo a casa la macchina fotografica,almeno ci provo, c’è sempre qualcuno che vuole vedere dove sono stato. Ma l’attimo e le emozioni sono mie, ho faticato per averle.
Ti ringrazio molto per le tue risposte molto rapide.
A risentirci
Alberto
Si le emozioni sono le tue però le foto racchiudono dei ricordi di particolari momenti che quando li racconti fanno scattare un sorriso in più sulla tua faccia perché quell’immagine stampata te la ricorda esattamente per come era.
Io la macchina fotografica e un quaderno con una penna non li lascerei mai a casa